"Totalmente diverso è l'approccio a questo soggetto (paesaggi marini) da parte di alcuni artisti che, estendendo la loro attenzione al mondo marino, inquadrano conchiglie, pesci ed esseri vegetali immersi nel loro ambiente naturale, inglobando nelle composizioni ciò che appare in superficie o sott'acqua. È il caso di Agnese Fontanarosa, interessata a fissare granchi, sassi e conchiglie all'interno di vedute sconfinate, caratterizzate da scie di luce che colpiscono, radendo, spiagge fittamente cosparse di piccoli esseri, difficilmente identificabili nei loro contorni, la cui esistenza pare venire gradualmente svelata: è la luce che li definisce, non tanto per illuminarli e definirli descrittivamente, quanto per proiettarli in una dimensione di lontananza che, annullandone la corporeità, sembra assorbirli entro una superiore sfera di universalità, indice quasi di una forza creatrice che, così come li ha generati, torna ad inglobarli in sé."

Elena Viganò (da "L'occhio nel segno" Supplemento al n.51 di Grafica d'arte, pagg. 8,9)


" .…Opere avvincenti - al limite dell'astratto - ma talmente cariche di colore, talmente suadenti, talmente eteroclite da non far desiderare, di certo, la sia pur minima parvenza umana. Esse sono così e basta.
...Su tutto, ovviamente, domina la luce, quasi integrata al colore stesso, una luminosità così diffusa e umettante da rendere ancora più suggestivi alcuni silenti paesaggi e che rende ancora più fresco l'approccio col vero."

Giovanna Pascoli Piccinini


"….Fontanarosa apre uno spazio figuratore, filtrato dai segni e dai colori dell'anima immersa nell'infanzia....
È un informale di superficie appena accennato...
Memoria di artista dalla gestualità di ascendenza turneriana, dove i colori, più che trasparenti, sono sfumati e trasmutano in un gioco fatto di connessione - sconnessione.
Gestualità dove l'alternarsi di sensibilità porta ai margini della dissoluzione delle forme nel contrasto dei colori."

Vladimiro Zocca


"Paesaggi, fiori, nature morte sono i motivi più ricorrenti nelle raffigurazioni di Agnese Fontanarosa, pittrice dedita essenzialmente ad una delle forme pittoriche più difficili ed impegnative, quella dell'acquerello. Sono immagini fatte soprattutto di colore, di grandi macchie d'azzurro, verde, ocra, violetto, rosso e di altre tinte ancora che, sfumando in cento diverse tonalità, danno il senso dell'oggettività, del reale che pervade ogni differente aspetto del mondo.
Agnese Fontanarosa ama riportare sui candidi fogli quanto l'occhio scorge d'intorno, rielaborato dal filtro di personale intuito. In tal modo le sue composizioni cromatiche, ancor quando lasciano scorgere abbozzi, tenui profili di concretezza, assumono aspetto irreale, di visione onirica. E l'accostamento di differenti, contrapposti, piani e colori dà talora la sensazione di caleidoscopiche composizioni, di inesprimibili armonie."

Paolo Tieto


" .…è evidente negli acquerelli di Agnese Fontanarosa una poetica attrazione per la natura, sostenuta da pulsioni che nascono dal desiderio dell'intimo più che del vissuto. La mescolanza di forme circonda, ma non nasconde, la presenza oggettuale; la composta cromaticità delinea i piani, noti od intuibili, attraendo lo sguardo in una coinvolgente diversione prospettica.
E' una pittura spontanea, aerea, essenziale, pervasa da sensibilità evocativa, che suscita emozione, adesione e la parola in chi l'osserva."

Franco Palumbo

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